14 gennaio 2012

Il saggio di un saggio

Pubblico un documento che ho trovato molto interessante e che penso possa aiutare a chiarire un po il casino che gira attorno a tutta questa storia del debito... considerate solo la parte relativa alle spiegazioni economiche se vi va... il resto possono anche essere considerate elucubrazioni eccessive, ma comunque da leggere.

Il saggio:
Il_Piu_Grande_Crimine.pdf

L'autore:
Paolo Barnard (Bologna, 1958) è un giornalista freelance e saggista italiano.
[1][2] giornalista freelance e saggista laureato in psicologia, ha dapprima lavorato come corrispondente estero freelance per molti fra i maggiori giornali Italiani tra cui La Stampa, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo di Genova e La Repubblica, per poi passare alla RAI, in cui è apparso per 14 anni partendo da Samarcanda nel 1991 in occasione della prima Guerra del Golfo; è stato uno dei fondatori nel 1994 della trasmissione Report (Rai 3), con la quale ha collaborato per dieci anni, per approdare infine a Rai Educational, da cui si è autosospeso in seguito alla l'inchiesta "Little Pharma & Big Pharma" e il caso "Censura Legale".
Il 28 aprile 2011 Barnard annuncia qui www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=224 l'abbandono radicale di ogni impegno professionale in Italia.

3 commenti:

  1. Quoto pienamente Barnard, ho letto diversi dei suoi lavori e sul tubo ci sono video di sue conferenze in tutta Italia. Sarebbe bello riuscire un giorno a portarlo a Sabbioneta, anche se penso sia impresa ardua.

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  2. Beh forse non poi così tanto tutto sommato... in fondo le conferenze sono il suo mezzo principale di divulgazione e credo sia contento di girare un po l'italia a raccontare le cose.... il problema è sempre il grano ma ci si può informare

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  3. Vista la lunghezza non l'ho letto tutto ma ho comunque letto tutte le sintesi...e cmq è veramente lo specchio della civiltà moderna...il punto è (come dice lui stesso nel suo comunicato) cosa si può fare per fermare questo sistema? Stiamo lentamente scivolando in un baratro senza fondo, siamo come la famosa rana viva che messa in una pentola d'acqua si cuoce lentamente...

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