31 gennaio 2012

I politici si riducono la busta paga. O no?

La politica italiana ha deciso di darsi una bella regolata. I nostri rappresentanti, con decorrenza dal 1 gennaio 2012, passeranno a far parte del sistema pensionistico contributivo (come il resto  degli italiani) e potranno percepire vitalizi non più dai 50 anni di età, ma almeno dai 60. In più è stato deciso per tutti coloro che ricoprono ruoli istituzionali un taglio del 10% dell’indennità di ruolo, cioè in soldoni 1300 euro lordi mensili, circa 700 euro netti. Il fatto è che col passaggio al regime contributivo questa è esattamente la cifra che deputati e senatori si sarebbero trovati in aggiunta allo stipendio come risparmio sulle tasse, quindi difatti la busta paga rimane la stessa di prima.
Per quanto riguarda la voce di stipedio inerente ai collaboratori, al deputato vengono ancora riconosciuti 3.690 euro lordi di rimborso mensile, solo che ora, invece di essere un forfait, deve essere giustificato almeno il 50% di tale somma con regolare rendicontazione.
Ci troviamo senza dubbio di fronte ad una  svolta epocale.

2 commenti:

  1. votate e passate parola, cerchiamo di arrivare a chiedere almeno un referendum (che poi non verrà mai preso in considerazione)

    http://www.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/articoli/ContentItem-4895f281-cd64-48a5-acf4-41acecda1fc6.html#

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  2. Sarebbero da rivedere tutti gli stipendi, in base al merito, in base al percorso e agli anni di studio, al tipo di ruolo che si va a ricoprire..e per tutti intendo di ogni categoria di lavoro.


    Me lo immagino però inserito in un contesto diverso da quello attuale.

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