Di seguito una breve riflessione di Francesco Alberoni (psichiatra e sociologo) sull'importanza delle parole e del linguaggio quotidiano; sempre più superficiale e impreciso.
"Sono sempre stato colpito dal modo impreciso con cui la gente, compresi i
giornalisti e i conduttori tv, riferisce ciò che osserva, i pensieri
degli altri.
Per non parlare della maniera in cui riassume il contenuto di un
libro, di un film, un articolo. Perché spesso le persone usano solo
parole di uso corrente, luoghi comuni con cui non è possibile
trasmettere un pensiero diverso, nuovo e originale. Mi sono accorto di
questo problema nella traduzione di un mio libro in cui ogni parola ha
un significato preciso e il traduttore invece ora ne metteva una, ora
un’altra, pensando che fossero sinonimi. Il risultato era che, a metà
libro, non si capiva più nulla. Da allora ho sempre fatto un glossario
in cui spiego tutti i concetti che uso,dicendo che quell’espressione non
è sostituibile.
Qualcuno pensa che sia inutile dare tanta importanza alle parole, ma
io non credo che sia così. La nostra vita politica è confusa anche
perché fatta di frasi banali, volgari, di luoghi comuni, di parole dal
significato ambiguo come democrazia, crescita, costituzione o di nuove
espressioni che pochi sanno cosa vogliano dire come default, manovra,
spread, governance, spending review, eccetera.
Per imparare a parlare e a scrivere in modo chiaro e corretto non
basta ascoltare i dibattiti politici o televisivi, non basta ormai
nemmeno leggere i giornali, salvo gli articoli dei grandi maestri. Non
basta neppure leggere i libri che vengono sfornati a migliaia sulla vita
corrente. Per carità, non dico che non si debbano leggere queste cose,
ma poi occorre anche altro, leggere anche alcuni grandi scrittori,
alcuni grandi saggisti perché solo così si può davvero imparare.
Concetti che poi devi cercare anche di ricordare. La tendenza invece è
evitare gli scritti più impegnativi e tutto ciò che richiede attenzione,
meditazione e memoria, lasciandosi prendere dalle cose curiose, facili,
quotidiane, dalle battute spiritose e divertenti anche se vuote. Su
Facebook a poco a poco gli scritti sono stati sostituiti da
esclamazioni, disegnini, fotografie di fiori, paesaggi, bambini e cani,
mentre su Twitter c’è solo la notizia, la battuta. E sì che abbiamo
molti problemi gravi nel campo politico ed economico, terribili
difficoltà nelle imprese, carenze nella giustizia e nella organizzazione
dello Stato e quindi ci sarebbe un gran bisogno di conoscenza e di
sapere, per arrivare a conclusioni razionali e a decisioni sagge."
di Francesco Alberoni
Nessun commento:
Posta un commento